Corpo Pagina

Il miracolo eucaristico

Correva l’anno 1604 ed erano i giorni del giovedì Santo, di Pasqua o del lunedì dell’Angelo (in merito non si hanno notizie precise). Era forse il 12 aprile ed è questa una data di grande importanza per la comunità mogorese e non solo. Quel giorno avvenne infatti il grande Miracolo Eucaristico. Accadde infatti che in occasione delle celebrazioni per la Pasqua, mentre il rettore sacerdote Salvatore Spiga distribuiva la Santa Comunione, si accostarono alla sacra mensa due uomini indegni che, nonostante la vita dissoluta che conducevano, non si erano ancora confessati. La sacra particola, come se bruciasse la loro lingua, fu da ciascuno di questi lasciata cadere sulla pietra della balaustrata. I sacrileghi, pieni di confusione, si dileguarono. Così le sacre particole furono raccolte e la pietra fu accuratamente lavata, come prescrive la legge ecclesiastica per i casi in cui l’Ostia consacrata venga a cadere a terra.

Ma quella pietra così lavata manteneva sempre la traccia delle due particole. Anzi, quanto più veniva lavata e raschiata la pietra, tanto più chiare rimanevano quelle impronte.

Questo è il racconto che ne fanno gli storici, e fra gli altri, il sacerdote Pietro Cossu ed il Padre Casu che parlano degli accertamenti fatti dal vescovo del tempo, Mons. Antonio Surreddu, e da vescovi posteriori. Ma nella curia di Ales oggi quei documenti non esistono. Abbiamo però validi argomenti in conferma. Prova innegabile è innanzitutto la pietra stessa, ancora esistente, che presenta ben chiari due cerchietti come impronte di due particole.

Altro argomento della verità del miracolo è la venerazione in cui questa pietra fu tenuta nei secoli precedenti, quando era conservata in un apposito armadietto situato dentro la struttura dell’Altare Maggiore. Ce ne fa fede un atto pubblico rogato dal notaio Pedro Antonio Escano il 25 maggio 1686, con cui il rettore di Mogoro fa contratto per l’erezione di un tempietto di legno dorato sulla sommità dell’altare maggiore: tempietto che alla base deve contenere una concavità per accogliervi la “pietra del miracolo”, la quale vi dovrà essere conservata racchiusa entro una decorosa scatola, e collocata in modo che possa essere vista dai fedeli e un dipinto conservato nella pinacoteca di Cagliari raffigurante appunto il miracolo.

Inoltre in ricordo di quel prodigioso avvenimento e in segno di dolore per quell’atto sacrilego nel giorno di Pasqua di ogni anno si svolge una solenne processione eucaristica.

Oggi, in seguito al restauro della chiesa parrocchiale di San Bernardino concluso a fine 2005, la pietra del Miracolo eucaristico è stata sistemata nel nuovo altare consacrato alla fine del 2005 in occasione di una solenne cerimonia ed è dunque ancora possibile ai fedeli vederla e tributarle tutti gli onori.