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Riciclo e Riuso: la seconda possibilità che può salvare e abbellire il pianeta

Riciclo e riuso, la splendida arte del riutilizzo creativo di oggetti e materiali che – proprio quando la loro vita produttiva parrebbe essere terminata – si reinventano e diventano arte sotto le sapienti mani di chi vede in loro ben più che semplici rifiuti, vede la possibilità di creare arte.

È la poesia degli oggetti inanimati, che proprio alla fine del loro ciclo vitale ri­vendicano il diritto alla loro esistenza sotto forma di arte. Il rifiuto del ciclo pro­duttivo che diventa bellez­za se solo viene osservato con gli occhi dell’artista, osservato da una diver­sa prospettiva. Perché la bellezza è intorno a noi, basta solo aprire gli occhi e osservare.

È possibile unire molteplici materiali artificiali per farli apparire nuovi o strana­mente organici, per farli diventare nuovo oggetto di uso comune o addirittura arte sostenibile. Dotare gli oggetti di nuove funzioni e nuova logica, mostrandoli agli occhi di chi guarda in un modo nuovo, svelando­ne la loro nuda bellezza. L’arte è ovunque, si sa, bastano materiali di risulta, fantasia e tanta voglia di sperimentare!

Materiali di scarto e oggetti riciclati possono diventare pittura, scultura, installa­zione, lavoro grafico, che vivono assieme e spesso entrano in contatto, si mescolano insieme, alla ricerca di nuove forme.

Pezzi di saponette ab­bandonati negli hotel che vengono riciclate e tornano ad essere utili per chi ne ha bisogno. Tastiere di vecchi PC che diventano eleganti borsette, lattine dalle cui linguette si possono creare sinuosi abiti da sera, brac­ciali, collane ed elegan­ti accessori eco-fashion. Vecchi ombrelli che una volta rotti possono servire a creare ghette, borse di tela e copri sellino per la bici. Libri inutilizzati che diventano tavolini, scaffali, mensole, lampade, scrigni segreti, carte da parati, borse, abiti, sculture e tanto altro. Bottiglie di plastica utilizzate per fini ornamentali, come lam­padari e piantane. Tappi di sughero che vengono riciclati e diventano poi pannelli isolanti, oggetti artistici, calzature, prodotti per l’edilizia e strumenti musicali. Dalle vecchie lampadine fulminate, ad esempio, si possono otte­nere eleganti vasi da fiore ottenuti forando la virola metallica e realizzando un sistema per far stare il bulbo in piedi, decorazioni natalizie o eleganti saliere da tavola. Insomma, le possibilità sono pressoché illimitate: l’unico limite sta nella fantasia di chi crea e nella scarsa abitudine che oramai abbiamo al riutilizzo degli oggetti, che spesso vengono buttati via senza soffermarsi a pensare che avrebbero ancora molto da dare, sotto nuova veste e nuova forma. Questo è il fascino delle cose che sono sta­te abbandonate, gettate via, dei vecchi oggetti che sono stati scartati, dimenticati o volutamente rimossi, scarti della società industriale. Materiali con una comune e forte qualità artistica e ambientale che aspetta solo il momento per essere riscoperta e venire fuori. Una interes­sante metafora della cre­azione del bello a partire dalle macerie della civiltà moderna. Un processo di trasformazione che va dai rifiuti scartati fino a giungere ad un’immagine riconoscibile.

A livello industriale già esistono imprese attive nella promozione e nella tutela di materiali e manu­fatti realizzati con materiale riciclato e di riuso, anche utilizzando certificazioni di qualità che attestino la tracciabilità della produ­zione e la coerenza con l’esigenza di tutela della salute e dell’ambiente. Ma tutti noi – con piccoli gesti quotidiani – possiamo dare vita alla filosofia del riciclo e del riuso, prestando at­tenzioni agli sprechi, sal­vaguardando l’ambiente, avendone così un ritorno sia ecologico che economi­co, e ricevendo in cambio anche la gratificazione che si ottiene quando si crea qualcosa con le proprie mani, quando si costruisce anziché limitarsi a consu­mare e distruggere, come sovente ci accade.

concludiamo questa esor­tazione al riciclo e al riuso con un piccolo aneddoto, assai simbolico e signifi­cativo. Londra si prepara agli ormai imminenti giochi Olimpici del 2012 e tra le strutture di recente costru­zione spicca l’innovativo stadio olimpico.

Ebbene, la particolarità di tale struttura è che parte dell’intelaiatura è stata re­alizzata con il metallo pro­veniente da pistole, fucili e coltelli riciclati. Armi frutto dei sequestri operati dalla polizia metropolitana della capitale inglese. Davvero una mossa encomiabile. In un solo colpo si fa ri­sparmiare la collettività, si dà vita ad una effica­ce campagna contro la circolazione delle armi e ci si schiera a favore del riciclo: meglio di così non si poteva davvero fare. Impossibile non essere d’accordo!

Per chi desidera approfondire e saperne di più

www.designdelriuso.it/ — remadeinitaly.it — http://www.tappoachi.it/ — etsy.com – repurposed4you.com

savetheworlddesigns.com — escamastudio.com

http://marraiafura.com/category/18-riciclo-sviluppo-sostenibile-progettazione-partecipata/