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Plastica? No grazie

Sette miliardi di bottiglie di pla¬stica consumate in un anno ci classificano primi in Europa e terzi nel mondo, dopo Arabia Saudita e Messico che notoria¬mente non sono ricche d’acqua. Questo è il primato che vanta la nostra nazione per quanto riguarda il consumo d’acqua in bottiglie di plastica.
La Sardegna si difende bene con circa 406.000.000 di botti¬glie di plastica PET (polietilene tereftalato) da 1,5 litri all’anno.
Mogoro da il suo contributo con circa 700.000 bottiglie in plastica PET da 1,5 litri all’anno.
Per produrre 1 kg di plastica, che serve per realizzare circa 30 bottiglie da 1,5 litri, servono 2 kg di petrolio e 17 litri d’acqua e si riversano nell’ambiente 2,4 kg di Co2.
Per produrre le bottiglie che usiamo a Mogoro servono circa 23.000 kg di plastica, 46.000 Kg di petrolio, 782.000 litri d’acqua e si riversano nell’ambiente 110.400 Kg di CO2.
Siamo protagonisti di un piccolo disastro ambientale che in modo silenzioso perpetuiamo ogni giorno, talmente silenzioso che non se né ha coscienza. Ed è proprio il silenzio il peggior nemi¬co dell’ambiente. Siamo disposti a scandalizzarci per ogni evi¬dente o presunta azione contro l’ambiente, ma i piccoli disastri quotidiani sembrano non toc¬carci perche impercettibili. Come amministrazione siamo convinti che una vera rivoluzione si può fare solo agendo nel quotidiano con tante piccole azioni. Provate solo a immaginare se da domani tutti noi per gli spostamenti all’in¬terno del nostro paese usassimo solo la bicicletta o andassimo a piedi, beh il problema del traffi¬co sarebbe risolto in un attimo e tutti noi ne guadagneremmo sia in termini di salute che in termini economici. Ci sono pochi parcheggi o troppe auto in giro?
La nostra amministrazione, in linea con quanto fatto finora in materia di abbattimento dei rifiuti non valorizzabili, di produzione e risparmio di energia e di edu¬cazione ambientale, ha deciso di continuare la politica di piccole azioni costanti e durature nel tempo e mettere un altro piccolo ma significativo tassello per la diminuzione dei rifiuti, comin¬ciando ad eliminare il consumo delle bottiglie di plastica. Abbia¬mo avviato questo percorso con la mense della scuola materna e della scuola primaria, attraverso l’installazione di due colonnine erogatrici d’acqua collegate direttamente alla rete cittadina.
La colonnina sanifica l’acqua utilizzando 5 stadi di filtrazione, tra cui un filtro a membrana a ul¬trafiltrazione e un filtro ceramico per prevenire la proliferazione di micro-organismi. Tutto questo serve a eliminare il gusto sgra¬devole dell’acqua e a migliorarla, e non potabilizzarla, poiché l’acqua della rete è già potabile. Sicuramente tutti i corpi estranei che finiscono per un qualsiasi motivo nell’acqua, verranno in¬tercettati dai filtri della colonnina. Come il cloro, i microrganismi e gli eventuali residui sfuggiti alla manutenzione delle tubature della rete cittadina.
Ma oltre ai benefici ambientali, ci sono quelli educativi. I bam¬bini della scuola dell’infanzia e primaria erano abituati a vedere sulle tavole della mensa le bot¬tiglie in plastica “griffate”. Cosi facendo passava il messaggio distorto che l’acqua da bere era solo quella in bottiglia. Questo messaggio era rafforzato anche dal fatto che i genitori dei bam¬bini della scuola materna erano invitati a portare all’inizio di ogni anno scolastico una o più confe¬zioni d’acqua per il consumo in aula. Oltre a questo dobbiamo sempre tener presente che i bambini saranno la classe diri¬gente del futuro e spetta a noi far maturare in loro una sensibilità ambientale e dimostrargli che un futuro sostenibile e possibile solo se tutti noi diamo il nostro piccolo contributo quotidiano, Piccole azioni quotidiane se perpetuate costantemente e globalmente possono portare a cambiamenti epocali.