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La raccolta differenziata e la sua importanza

In principio c’erano quelle bruttissime buste nere dentro le quali finiva tutto, ma proprio tutto ciò che ve­niva considerato un rifiuto. Le buste venivano lasciate fuori dalla porta, con la speranza che l’omino ad­detto arrivasse prima dei cani randagi e le caricasse nell’apixedda per portarle nella discarica…già, la discarica.

Poi c’erano i cassonetti che i cani non riuscivano a rompere, dove venivano riposte le buste e anche i rifiuti che non entravano nelle buste. Questa vol­ta l’omino passava non con l’apixedda, ma col bel furgone “solleva-e-svuota-cassonetti” facendo poi rotta verso la discarica…sempre quella di prima. Tutto ciò ha fatto in modo che la discarica crescesse sempre di più allargandosi e sottraendo terra utile all’agricoltura o al verde. Ma la crescita di una disca­rica non riguarda solo la parte che vediamo: gli in­quinati che essa rilascia si diffondono nell’ambiente, interessando un’area ben più vasta di quella della discarica vera e propria.

Poi è arrivata l’idea del­la raccolta differenziata. Infatti, chi ha detto che i rifiuti sono solo ed esclusi­vamente cose da buttare? La raccolta differenziata consente di separare dai rifiuti materiali come il ve­tro, la plastica, l’alluminio e altri materiali ferrosi, e dargli nuova “dignità”, tra­sforman­doli nuovamente in materie prime: il termine corretto sarebbe materie prime secondarie. Il vantaggio maggiore si ha grazie al fatto che non si deve “spremere” ulteriormente il nostro amato pianeta per ricavare nuove materie prime, andando a rispar­miare all’ambiente ulterio­re stress da sfruttamento eccessivo delle risorse. Il tutto grazie all’accortezza nel gettare in un conte­nitore apposito la lattina di birra svuotata la sera prima, oppure il fiasco di vino della cena o il flaco­ne dell’ammorbidente. I più virtuosi sono capaci di chiamare a casa il ca­mioncino per consegnare addirittura vecchi elettro­domestici, che vengono trattati in appositi impianti allo scopo di separare le parti riciclabili dai materiali pericolosi, che saranno resi meno pericolosi in impianti specializzati.

Ma anche la frazione orga­nica ha la sua importanza all’interno della raccolta differenziata. Tutto ciò che noi buttiamo, soprattutto gli avanzi dei pasti (e ne buttiamo parecchi), se opportunamente differen­ziato e raccolto ha davanti a se due strade: diventare compost (concime) oppure essere depositato in disca­rica, non quella di prima, ma una ben controllata. In queste “nuove” discariche il biogas, sprigiona­to dalla fer­mentazione del materiale organico, è catturato e portato nelle centrali dove viene bruciato per la pro­duzione di energia.

La frazione non riciclabile dei rifiuti viene anche essa utilizzata allo scopo di produrre energia nei co­siddetti termovalorizzatori, anche se questi impianti non sono ben visti dalle comunità locali, perché ritenuti responsabili dell’e­missione di fumi e polveri sottili dannose per

Facendo un bilancio finale, è chiaro che differenziare i rifiuti comporta un notevole risparmio ambientale in termini di:

• Suolo, perché gli im­pianti di trattamento non hanno l’estensione di una discarica vecchia maniera. Inoltre, questi impianti non rilasciano inquinanti che possono raggiungere le falde.

• Materie prime: il riciclo permette di recuperare dai rifiuti i materiali che possono essere riuti­lizzati, evitando di dan­neggiare l’ambiente con nuove attività estrattive.

• Salute dei cittadini: gra­zie alla riduzione del numero e delle dimen­sioni delle discariche si riducono i punti di accumulo di inquinanti che, filtrando nel suo­lo e nell’acqua, possono raggiungere le popola­zioni.

• Lavoro: la raccolta diffe­renziata, per la sua orga­nizzazione, crea posti di lavoro, sia per la raccolta fisica dei rifiuti (con o senza apixedda) che per il loro trattamento.

E le vecchie discariche?

Le vecchie discariche sono ancora lì, alcune control­late, altre completamente abbandonate e libere di ri­lasciare ancora il loro carico di inquinanti nell’ambiente, a monito degli errori del passato. Un passato che purtroppo ritorna in modo ancor peggiore, quando chi ritiene troppo faticoso separare i rifiuti li abbando­na nelle campagne, consa­pevole o meno del danno ambientale che arreca a se stesso e agli altri.

Nel Comune di Mogoro fino all’inizio degli anni ’90 è sta­ta operativa una discarica di circa 1 ettaro in località Cortiaccia. L’Amministra­zione ha ottenuto un finan­ziamento di 50.000,00 euro per caratterizzare la discari­ca. Cioè per individuarne le caratteristiche, la quantità e la qualità dei rifiuti presenti. Questo lavoro è necessario per decidere la messa in sicurezza o la bonifica della discarica.