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Zappare di nascosto: il Guerrilla Gardening

Combattere il degrado, riqualificare spazi abbandonati e abbellirli, opponendo il verde ad incuria ed oblio. È anche così che si può descrivere, sinteticamente, il senso del cosidet­to Guerrilla Gardening.

L’espressione è stata coniata negli anni ’70 negli Stati Uniti e da allora azioni simili si sono moltiplicate e diffuse un po’ in tutto il mondo.

In cosa consiste? Gruppi più o meno organizzati di amici, conoscenti, per­fetti sconosciuti, passanti o simpatiz­zanti si danno appuntamento e armati di zappa e di buona volontà rimettono a posto angoli degradati della propria città. Li fanno rinascere, ripulendoli e coprendoli di verde,

C’è chi pianta fiori in un’aiuola ma c’è anche chi arriva a piantare dei veri e propri orti. Il Guerrilla Gardening non è legato alle dimensioni di ciò che si fa ma allo spirito col quale lo si fa: è una filosofia più che una semplice azione.

Il Guerrilla Gardening ha evidente­mente diversi significati e lavora su diversi fronti. Ha un suo profondo valore politico – nel senso più alto e nobile del termine – perché è una risposta alle lacune e alle mancan­ze di chi dovrebbe occuparsi della gestione degli spazi pubblici (i nostri amministratori) e spesso non lo fa o lo fa male. Allo stesso modo, è un’azione di sensibilizzazione nei confronti di tutta la cittadinanza che spesso è complice e corresponsabile del degrado.

I guerriglieri attaccano spazi abban­donati, terre di nessuno che in realtà sono spazi di tutti e come tali an­drebbero trattati: con la stessa cura che riserviamo alla nostra casa o al nostro giardino.

Ciò che è di tutti è anche mio e anche tuo: è nostro e come tale va vissuto.

Se le prime azioni di questo genere si svolgevano prevalentemente di notte – il buio garantiva discrezione e segretezza ma soprattutto creava, il giorno dopo, un piacevole effetto sorpresa – oggi i guerriglieri fanno spesso tutto alla luce del sole anche con l’obiettivo dichiarato di reclutare nuovi adepti.

Anche in Italia gli attacchi dei guerriglieri sono sempre più fre­quenti e la rete di questi “giardi­nieri sovversivi” è consolidata e in espansione.

Come spesso succede in questi casi, Internet è sicuramente d’aiuto: digitate “Guerrilla Gardening” su un qualsiasi motore di ricerca e vi rende­rete conto voi stessi dell’estensione del fenomeno Internet può inoltre aiutarvi ad entrare in contatto con gruppi già esistenti e attivi nella vo­stra città, oppure darvi suggerimenti su come promuovere voi stessi, au­tonomamente, un’azione di Guerrilla Gardening!

Quel che serve è soprattutto la voglia di fare e anche se non avete mai presso una zappa in mano, non sarà difficile trovare qualcuno disposto ad insegnarvi l’abc del giardinaggio. Il guerrilla gardening in fondo è anche questo: un momento di condivisione.

Si zappa, più o meno di nascosto, anche per stare insieme e, stando insieme, si condividono il tempo, le conoscenze e gli spazi.

Allora, cosa aspettate a prendere una zappa in mano?