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Perché è importante rispettare l’ambiente

Fin dalla nascita siamo immersi nell’esistenza quotidiana fatta di fenomeni concreti come il giorno, la notte, la pioggia, il sole. Come concreti sono gli animali, la gente, le strade, le case, gli alberi, la terra, l’acqua e il fuoco. Tutto quanto ci cir­conda fa parte dell’ambiente in cui viviamo e quanto più quest’ambien­te è curato, rispettato, valorizzato e vissuto, tanto più diventa familiare e le cose familiari sono casa nostra. L’uomo, nella sua storia, ha sempre cercato di modificare il paesaggio per renderlo più familiare.

Per sentirsi al sicuro e a casa, ha eretto dei confini chiamati mura domestiche, ha costruito strade per raggiungere i luoghi a lui familiari e ne ha “addomesticato” altri, consu­mando suolo, acqua, legno. L’an­tropizzazione è presente in modo sempre più massiccio e invadente, per permetterci di inoltrarci sempre più nei luoghi “selvaggi,” che cosi facendo di selvaggio hanno ormai ben poco. Tanto che i luoghi che possono definirsi incontaminati sono sempre meno, racchiusi da confini chiamati strade.

Tutto questo ha un costo che sem­bra non riguardaci, perché lento e poco tangibile e non sembra intaccare i nostri conti correnti. Ma è davvero cosi? Il continuo erodere il suolo, l’ininterrotto abuso d’acqua e la sempre più fame d’energia, consuma le risorse che purtroppo non sono infinite. È ormai lontano il tempo in cui ignoravamo la forma e le dimensioni del nostro mondo. Le sempre più violente manifestazioni ambientali a cui assistiamo sono frutto dei cambiamenti climatici in atto. Non è certo che sia tutta col­pa delle nostre pessime abitudini, ma ciò che sembra assodato è che siamo compartecipi di questi cambiamenti. Il dissesto idrogeolo­gico e l’inquinamento delle falde è frutto della nostra sconsideratezza nella gestione del territorio e dei rifiuti. Tutto questo provoca danni economici quasi incalcolabili. Il 27 settembre 2011 si è festeggiato, per così dire, l’Earth Overshoot Day: il giorno in cui il nostro consumo di ri­sorse naturali sorpassa la produzio­ne naturale annua della Terra. E’ il giorno nel quale iniziamo ad essere in debito ecologico nei confronti del nostro Pianeta. In quasi 10 mesi è stato consumato il budget che sarebbe dovuto servire per 365 giorni e abbiamo cominciato a erodere le risorse del 2012.

L’umanità consuma più di quanto la Terra può darle. Attualmente l’intera umanità sta usando ogni anno 1.5 volte la bio-capacità della Terra e quindi per fare in modo di consu­mare e inquinare allo stesso ritmo in cui la Terra produce e assorbe, ci servirebbe un pianeta e mezzo. La percentuale è in crescita e, con­tinuando così, prima della metà del secolo avremo bisogno di risorse per due pianeti. Si sa che il pianeta nel tempo riesce a “riciclare tutto” e in termini di migliaia di anni è sicuramente vero, ma in termini di generazioni umane non è proprio così. Un esempio è il VORTEX, praticamente un’isola di plastica che sta in mezzo all’Oceano Pacifico. È chiamato così perché è un vortice di correnti oceaniche che raccoglie e concentra al suo interno dei rifiuti sull’ordine di 3,3 milioni di pezzi per km quadrato. Ha un diametro di circa 2500 chilometri, è profondo 30 metri ed è composto per l’80% da plastica e per il resto da altri ri­fiuti che giungono da ogni dove. E’ come un’immensa isola nel mezzo dell’Oceano Pacifico composta da spazzatura anziché rocce.

La densità di tale materiale ha rag­giunto un tale valore, che il peso complessivo di questa “isola” di rifiuti raggiunge i 3,5 milioni di tonnellate.

È assolutamente evidente che non possiamo e non dobbiamo continua­re in questo modo. Le materie pri­me non sono infinite. Non è infinita neanche la sfera in cui viviamo, che a noi appare immensa, ma rappor­tata al resto dell’universo è meno di una goccia d’acqua nell’oceano. Tra l’altro è anche molto fragile, visto che in 50 anni abbiamo causato più danni che nel resto dell’esistenza umana. Come amministratori, citta­dini e genitori non possiamo e non dobbiamo fare gli indifferenti. Come amministrazione abbiamo deciso di dare il nostro contributo per far fronte a queste problematiche con diverse iniziative che comprendono azioni di riduzione dei rifiuti, produzione di energia, e, cosa più importante, informazioni educative. Con Mogoro Eco Primavera, abbiamo messo in campo una serie di iniziative che mirano alla sensibilizzazione e in­formazione su vari temi ambientali, tra cui la raccolta differenziata che nonostante i buoni risultati raggiunti si è stabilizzata da qualche anno intorno al 64%.

Il 64% di differenziata è sicuramente un buon risultato, ma serve un ulterio­re salto. Siamo convinti che una con­tinua e costante informazione, unita ad una più attenta gestione e raccolta dei rifiuti, a partire dalla macchina comunale, può portare a risultati più di importanti. Strettamente legato alla raccolta differenziata è l’uso dei pannolini lavabili. Ogni neonato nell’arco di tre anni consuma circa una tonnellata di panni, considerando che quest’anno a Mogoro sono nati 29 bambini il totale della spazzatura prodotta non è indifferente, anche perché dobbiamo sommarla a quella prodotta dai bambini nati nei due anni passati. La stima si aggira su circa trenta tonnellate l’anno. Il rispetto dell’ambiente può sembrare faticoso, ma se lo rapportiamo ai danni e alle emergenze provocate dalla cattiva gestione di esso, il rispetto e la gestione dell’ambiente in modo con­sapevole non solo risulterà economi­camente conveniente, ma potrebbe essere una fonte di sviluppo. Senza considerare che il suo rispetto incide fortemente sulla salute di tutti noi.

Noi tutti possiamo dare il nostro contributo con piccole azioni quo­tidiane che se ripetute in modo globale possono portare a forti cambiamenti.