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L’agricoltura sinergica: imparare a coltivare rispettando la natura

Negli anni ’30 del secolo scorso, Masanobu Fukuo­ka, un agronomo giappo­nese, elaborò un metodo di coltivazione che mi­nimizzava gli interventi dell’uomo in agricoltura permettendo di ottenere risultati simili a quelli delle colture tradizionali. Il me­todo si ispirava al princi­pio dell’autoregolazione della natura e si fondava sulla convinzione che la terra sia capace di lavo­rarsi da sola, grazie agli organismi che la abitano, senza alcuna necessità di diserbanti né concimi chimici.

Cinquant’anni dopo, esportando nel mediter­raneo i principi di Fukuo­ka, l’agronoma spagnola Emilia Hazelip diede vita all’agricoltura sinergica. Secondo l’agricoltura si­nergica, assecondando le dinamiche degli orga­nismi viventi che si tro­vano nel suolo, le piante possono procurarsi da sole gli elementi neces­sari alla loro stessa vita: la terra permette alle piante di crescere e que­ste creano suolo fertile attraverso i loro residui organici e la loro attività chimica aiutate dai diver­si organismi che popola­no il suolo.

Come fare

un orto sinergico

Per realizzare un orto si­nergico è importante, oltre che l’amore e il rispetto per la natura, una buona conoscenza del terreno nel quale si coltiva, una discreta dose di pazienza e la capacità di mettere da parte la superba convin­zione secondo la quale la natura ha sempre bisogno di noi per sopravvivere. La prima cosa da fare è dividere il terreno in “bancali”, aiuole di forma trapezoidale e separarli tramite vialetti divisori che per impedire a chi lavora di calpestare la parte colti­vata. Costruite le aiuole si effettua la pacciamatura e si ricopre il terreno con paglia e residui vegetali. Grazie alla pacciamatura è possibile riprodurre lo strato di foglie e compost che si forma spontanea­mente in natura utile a dare vita all’humus, un fertilizzante natu­rale, e proteggere la coltivazione dagli ef­fetti climatici negativi. Giunti al momento di col­tivare è importante ricor­darsi che in ogni bancale vanno introdotte piante di famiglie diverse per­ché ognuna di esse può essere utile all’altra: così mentre le leguminose ar­ricchiscono il terreno con l’azoto e alcuni fiori at­traggono gli insetti bene­fici, le liliacee (come aglio e cipolla) allontanano i batteri. Una volta finito il ciclo vitale le piante non vengono estirpate ma lasciate nel terreno: di­venteranno sostanze nu­trienti per le altre piante e per le semine successive. Realizzare un orto siner­gico può dunque esse­re un esercizio utile per conoscere il mondo del­le piante, rispettare gli equilibri della natura e, se fatto in compagnia, impa­rare divertendosi.

E infatti in queste setti­mane che i bambini della scuola primaria, insieme agli insegnanti ed ai ge­nitori, stanno coltivando il proprio orto sinergico nello spazio antistante le scuole di Via Dessì.

Verranno seminati lattuga, cetrioli, pomodori, zucchi­ne, basilico, etc e attraver­so una cura costante dei bambini, gli stessi impa­reranno l’importanza della terra e ne apprezzeranno i frutti.

Per saperne di più: www.marraiafura.com/manuale-ecoidea-lorto-sinergico