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L’acqua la beviamo, mangiamo e indossiamo

Quanta acqua c’è in una fetta di pane o in un uovo?

Formulata in questo modo, la domanda può sembrare mal posta.

Riflettendoci meglio, però, il quesito ha senso e la questio­ne è tutt’altro che complicata.

E, soprattutto, le implicazioni di questa risposta non sono affatto irrilevanti! Non è un gioco per secchioni, insomma. Procediamo con ordine. La produzione e il commercio di alimenti e beni di consumo (anche i vestiti, per esempio, o un computer) implicano il consumo di grandi quantità di acqua. È la cosiddetta «acqua virtuale», un concetto che è stato elaborato negli anni ‹90 da John Anthony Allan, Professore del King’s College di Londra. È acqua che non vediamo – da qui il «virtuale» – ma che è stata consumata!

Come sapere quanta acqua è stata utilizzata per produrre una fetta di pane o, appunto, un uovo?

Per calcolarlo, in anni più re­centi, è stato ideato un altro concetto: quello di impronta idrica.

L›impronta idrica (o d’acqua) di un prodotto ci dice quanta acqua è stata utilizzata per produrlo.

Un esempio aiuta a chiarirci le idee. Per una tonnellata di uova servono 3.300 metri cubi di acqua, gran parte della quale serve per l’alimentazione della galline. L’impronta idrica di un singolo uovo (da 60 grammi) è quindi di 200 litri d’acqua.

E questo è uno dei casi meno «impegnativi». Le quantità d’acqua consumate per pro­durre, per esempio, una pizza, un petto di pollo o una bistecca di manzo, sono decisamente più elevate.

Date un’occhiata alla tabella nella quale riportiamo l’im­pronta idrica di alcuni degli alimenti più comuni del nostro regime alimentare e capirete meglio (e confrontateli anche con i dati della tabella col con­sumo idrico legato ad attività che svolgiamo quotidiana­mente!).

Qual è il punto della questio­ne e qual è l’utilità di questi concetti?

Il fatto è che siamo spesso portati a pensare che l’acqua che consumiamo sia sempli­cemente quella che beviamo o che usiamo per lavarci o per cucinare. In realtà, il consumo idrico è un tema decisamente più ar­ticolato e dal momento che ci riguarda tutti, indistintamente, è indispensabile conoscerlo meglio.

L’acqua è un bene tanto pre­zioso quanto raro.

Per impegnarsi attivamente a favore di una gestione corretta delle risorse idriche è indispen­sabile essere consapevoli che essa dipende sia dal nostro stile di vita – e quindi dalle nostre abitudini e dalle nostre scelte quotidiane, anche come consumatori – sia dalle scelte economiche e produttive del territorio in cui viviamo.

Quanta acqua c’è?