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Krìsis

Dall’anno 2008 ad oggi i paesi più sviluppati del pianeta stanno vivendo una crisi economica e sociale senza precedenti. Tutti gli studiosi, economisti e storici, sono ormai concordi nell’affermare che la crisi drammatica che si sta vivendo può essere paragonata solo  a quella che ebbe inizio nel 1929, 84 anni a dietro.

In Italia il tasso di disoccupazione è il 12% della forza lavoro. Nel 2007, appena 6 ani fa, era il 6,1%. Nelle regioni del Mezzogiorno siamo addirittura al 17,2% di disoccupati. Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è pari al 35,3%, nel Mezzogiorno siamo ormai al 47%: un dramma.

Ma è quando affrontiamo questa terribile situazione in una piccola comunità come la nostra, quando la viviamo direttamente sulla nostra pelle, che la questione assume i connotati tragici di una società, che è fatta di donne e di uomini, di ragazze e ragazzi, di famiglie, attanagliate in una crisi che, con queste connotazioni e di questa ampiezza, non avevano mai vissuto.

Mogoro è un Comune di 4.358 abitanti, di questi 1.027, pari al 13,5%, hanno più di 65 anni; nella fascia di età da 0 a 16 anni i residenti sono invece 558, pari al 12,8% (vedi tabella 1).

Ancora, secondo i dati dell’INPS, il numero di pensioni che si pagano ai residenti a Mogoro sono 1366, il 31,3% del totale dei residenti (tabella 2).

Ora teniamo a mente questi dati rispetto alle tabelle relative ai disoccupati (persone che hanno lavorato ma hanno perso il lavoro) ed agli inoccupati (persone che non hanno mai lavorato).

Al 31 marzo 2013 le persone iscritte al Centro Servizi Lavoro sono 955 (tabella 3), di cui 469 maschi e 486 femmine. Rispetto al totale i disoccupati sono 725, gli inoccupati 230. Se raffrontiamo questo dato, 955, al numero delle persone in età lavorativa, che sono 2.733, il tasso di disoccupazione nel Comune di Mogoro è pari al 34,9%. In pratica oltre 1 persona su 3 è disoccupata. La tabella 4 riassume il numero  delle persone assunte a Mogoro dal 1 aprile 2012 al 31 marzo 2013. In totale sono 304 unità, ma di queste solo 77, il 25% del totale, sono stati assunti a tempo indeterminato; 227 è il numero dei lavoratori assunti a tempo indeterminato. I dati di questa tabella devono essere confrontati con quelli dei lavoratori cessati nello stesso lasso di tempo (tabella 5). In totale: lavoratori cessati sono stati 413, 109 in più di quelli assunti. Di questi 134 persone avevano un lavoro a tempo indeterminato, mentre 279 avevano un impiego a tempo determinato. Il dato significativo oltre al numero dei cessati, è che a fronte di 77 assunzioni a tempo indeterminato, i licenziati che avevano un lavoro a tempo indeterminato sono stati quasi il doppio.

I numeri richiamati, e nella loro completezza visionabili nelle tabelle che compongono questo articolo, parlano da soli.

Non c’è bisogno di ulteriori commenti. Quello su cui non si può tacere è l’assoluta mancanza di qualsiasi politica di livello regionale e nazionale che aiuti le famiglie, i giovani e i disoccupati, non tanto ad uscire da questa situazione, lo pretendiamo ma forse è pretendere troppo, quanto ad alleviare una situazione sempre più drammatica che getta nella disperazione una moltitudine di famiglie. Colpisce, per esempio, che la Regione Sarda abbia deciso di cancellare le risorse destinate al contrasto delle povertà. La tabella 6 indica quanti nuclei familiari hanno potuto usufruire di questo misero aiuto per andare avanti. La Regione, cancellando le risorse dall’ultima legge finanziaria a deciso che quegli aiuti non servono più. Ha deciso, evidentemente, che la povertà in Sardegna non esiste più. Ma ha fatto di peggio, la Regione Sarda. Ha cancellato risorse destinate ai cantieri lavoro per disoccupati. Ha deciso che, non solo le povertà, ma anche la disoccupazione per i sardi no è più un problema.

Ma anche sul governo nazionale non si può tacere.

Dopo 16 mesi di governo Monti, sostenuto da PDL e PD, che in nome della grave crisi economica e finanziaria ha applicato una cura di cavallo che invece di curare il paziente ha rischiato di ammazzarlo, è nato il governo Letta, sostenuto da PDL, PD e da Monti, che non ha certamente cambiato politica. Non vale l’obiezione che il governo è operativo da poche settimane. Al di là dei ministri che lo compongono, questo governo si regge su una maggioranza che è la stessa che sosteneva l’esecutivo presieduto da Monti.

È incredibile, per esempio, che da settimane si discute se eliminare o no l’IMU sulla prima casa, ma che nulla o molto poco si dice sull’aumento dell’aliquota IVA dal 21% al 22%. Già il governo Berlusconi nel 2011 portò quell’aliquota dal 20 al 21%. Qual’è stato e quale sarebbe l’impatto  sulla capacità di spesa delle famiglie è facilmente immaginabile. “Siamo sull’orlo del baratro”, “siamo tutti sulla stessa barca”, “siamo al limite del collasso”, sono le frasi che ci siamo sentiti dire quotidianamente prima da Monti più recentemente da Bonanni e da Squinzi (CISL e Confindustria)

e da altri leader politici. Non è vero. Non siamo tutti sull’orlo del baratro. I poveri e i disoccupati, quel quasi 50% di giovani senza lavoro, i precari nel baratro ci sono caduti da tempo. Altri quel baratro lo guardano dall’alto e con i piedi ben piantati per terra. Non è vero, non siamo tutti sulla stessa barca.

 

 

Tabella 1

Popolazione residente alla data del 31/12/2012

Fasce d’età

Maschi

Femmine

Totale

0/16

304

254

558

17/30

347

308

655

31/50

636

606

1242

51/64

446

430

876

65/oltre

449

578

1027

Tot. residenti

2182

2176

4358

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella 2

Pensioni

Vecchiaia

396

Invalidità

692

Superstiti

278

Totale

1.366

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella 3

Iscritti al Centro Servizi Lavoro per il Lavoro al 31/03/2013, per fasce d’età

Sesso

Maschi

Femmine

Tot.

Fascia d’età

Disoccupato

Inoccupato

Tot.

Disoccupato

Inoccupato

Tot.

15 – 24

32

30

62

24

43

67

129

25 – 29

59

8

67

51

10

61

128

30 – 34

45

6

51

36

10

46

97

35 – 44

75

15

90

119

26

145

235

45 – 54

96

10

106

76

26

102

208

55 – 64

79

5

84

24

36

60

144

>64

9

9

5

5

14

Totale

395

74

469

330

156

486

955

 

 

 

 

 

 

Tabella 4

Lavoratori assunti dal 01.04.2012 al 31.03.2013, per fasce d’età

Sesso

Maschi

Femmine

Tot.

Fascia di età

Tempo determinato

Tempo indeterminato

Tot.

Tempo determinato

Tempo indeterminato

Tot.

15 – 24

8

7

15

9

3

12

27

25 – 29

16

8

24

13

7

20

44

30 – 34

16

10

26

18

2

20

46

35 – 44

21

2

23

41

12

53

76

45 – 54

25

8

33

26

13

39

72

55 – 64

26

2

28

5

3

8

36

> 64

3

3

3

Totale

115

37

152

112

40

152

304

 

 

Tabella 5

Lavoratori cessati dal 01/04/2012 al 31/03/2013

Sesso

Maschi

Femmine

Tot.

Fascia d’età

Tempo determinato

Tempo indeterminato

Tot.

Tempo determinato

Tempo indeterminato

Tot.

15 – 24

6

7

23

11

3

14

37

25 – 29

24

14

38

18

10

28

66

30 – 34

18

9

27

26

7

33

60

35 – 44

24

12

36

46

21

67

103

45 – 54

31

20

51

36

14

50

101

55 – 64

21

8

29

5

8

13

42

> 64

3

1

4

4

Totale

137

71

208

142

63

205

413

 

 

Tabella 6

Contrasto alle povertà

Famiglie coinvolte

Risorse finanziarie

Anno 2009

72

€ 88.000,00

Anno 2010

78

€ 89.000,00

Anno 2011

109

€ 90.000,00

Anno 2012

101

€ 91.000,00

Totale

356

€ 358.000,00