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Camineras "Riscoprire i sentieri presenti nel nostro territorio"

Camineras: prima vie fondamentali per il collegamento di luoghi, cose e persone e per lo scambio di parole; oggi, per pochi, vie alternative all’asfalto. Sentieri e luoghi dimenticati fatti di storia, natura e pace, luoghi privilegiati per il rinvigorimento del corpo e dello spirito. Oggi anche in Sardegna stanno timidamente emergendo qua e là dei sentieri più o meno segnalati, pubblicizzati e valorizzati che ripercorrono questi scampoli di storia. In molte regioni italiane questi sentieri sono una realtà economica e sociale ormai da parecchio tempo. Sono parte di ciò che viene chiamato di volta in volta a seconda dei luoghi raggiunti, turismo eco culturale, eco gastronomico, eco archeologico, in definitiva ecoturismo. Provate a lasciare l’auto

alla fine di via Santu Miali all’altezza del campo Coni, ad incamminarvi in una di queste cammineras; vedrete che dopo un po’ l’asfalto lascia il posto a uno stradello incorniciato ai lati da due muretti a secco: siete su una camminera. Pian piano, dopo aver superato l’altopiano di Praneddu, si butta nella vallata di Serramuru: vi troverete dinanzi a dei tratti di bosco da tempo scordati, uliveti che si inerpicano nei pendii della vallata, un corso d’acqua incanalato da un contrafforte ancora integro, maestralmente fatto di massi.

Dall’alto sulla vostra sinistra potrete ammirare Monte Itta con il suo villaggio; alla sinistra il nuraghe Pranu Ollastus e scendendo troverete tracce di una struttura megalitica e una sorgente.

Purtroppo oggi tutto questonon è valorizzato. Il corso d’acqua è cementificato, la sorgente e la struttura megalitica sono completamente nascoste, le cammineras che portano ai nuraghi, al villaggio, ai boschi sono

completamente ostruite.

La nostra idea è quella di riportare il tutto alla luce, alle origini. Forse questa è utopia!!! Ci vuole molto studio, e tante risorse finanziarie che di questitempi non sono tante.

Siamo consapevoli che non possiamo fare da soli, che questo non basta per creare un’economia alternativa, ma c’è anche il nostro artigianato, i nostri vini; c’è tutto un territorio intorno a noi, e dobbiamo aprire dei canali che mettano in comunicazione gente, idee e obbiettivi comuni. Soli non si va da nessuna parte, anche se si riuscisse a valorizzare la nostra piccola realtà ma non si creassero collegamenti con le altre realtà saremmo destinati a fallire. Nei mesi scorsi abbiamo fatto dei sopralluoghi per conoscere e per essere

più consapevoli di quello che abbiamo a disposizione, vi invitiamo a percorrere questi luoghi per constatare se quello che sosteniamo corrisponde al vero.