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Primi passi per una “Scuola Eco-sostenibile”: Risparmio energetico e Pasti Biologici nelle mense scolastiche

Fino a qualche mese fa, nella mensa scolastica del nostro paese, era normale prassi servire agli alunni i pasti su piatti in plastica usa e getta.

Facendo una piccola sti­ma e considerando che i bambini che usufruiscono della mensa sono in totale circa 140, ogni giorno ve­nivano consumati almeno 280 piatti, 140 bicchieri e 280 posate. Moltiplicate queste cifre per il numero di giorni scolastici si arri­vava a utilizzare un totale di 138.000 pezzi all’anno, che si trasformavano a loro volta in 10 tonnellate annue di rifiuti indifferen­ziati.

Da questi calcoli, seb­bene sommari, si evince che la cattiva abitudine all’utilizzo delle stoviglie in plastica, generava, dal punto di vista ecologico, già un piccolo disastro ambientale: infatti, per produrre, trasportare e smaltire questi rifiuti si bru­ciano risorse economiche e combustibile fossile, con le conseguente immissio­ni inquinanti di CO2 nell’at­mosfera. Naturalmente questi rifiuti andavano a saturare ulteriormente le discariche, producendo oltre al danno ecologico anche quello economico, essendo altissimi i costi di smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Il nostro Comune, ad esempio, spende 175 euro per smal­tire una sola tonnellata di frazione secca.

L’altro danno meno evi­dente ma più insidioso è quello educativo; ai bam­bini passava, infatti, il messaggio altamente di­seducativo dell’usa e get­ta come prassi quotidiana legittima, oltre che come modello comportamentale applicabile anche nel loro prossimo futuro.

Considerate tutte queste ragioni, l’Amministrazione Comunale ha recente­mente preso la decisio­ne di eliminare i piatti in plastica dalla mensa scolastica, dotandola di una lavastoviglie e di piatti lavabili. Questo permette­rà di risparmiare risorse economiche, ambientali e, cosa molto importante, trasmetterà ai ragazzi un messaggio diametral­mente opposto a quello dell’usa e getta.

La lavastoviglie in questio­ne che, consuma energia e acqua, sarà alimentata dai pannelli fotovoltaici posti sul tetto del cen­tro Fiera del Tappeto; in questo modo si azzererà il dispendio di energia per questa e per l’intero edificio.

Per quanto riguarda le prossime iniziative in ma­teria di risparmio ener­getico, si sta vagliando la possibilità di abbatte­re il consumo dell’acqua corrente attraverso un sistema di riciclaggio, il quale permetterà di usare l’acqua di scarico dei la­vandini, dei bagni e della cucina per alimentare le vaschette degli scarichi del WC. Ciò permetterà di risparmiare circa il 40 % di questa risorsa indi­spensabile. Inoltre, al fine di smaltire le bottiglie di plastica, del quale l’Italia è il primo consumatore al mondo, è in programma la fornitura per la mensa scolastica di un macchi­nario che filtra e disinfetta l’acqua di rete, eliminan­do lo sgradevole sapore dell’“acqua di rubinetto”. Quest’intervento oltre che abbattere totalmente il consumo di bottiglie di pla­stica, altamente inquinanti, porrà fine anche all’ormai consueta “regola scolasti­ca” che costringe i genitori a portare ogni inizio anno un cartone d’acqua, per dissetare i propri figli.

Sempre nella scuola ma­terna statale la vecchia caldaia a gasolio, la cui efficienza sia in termini di resa che di affidabilità è alquanto scarsa e per niente eco-sostenibile, verrà presto sostituita con un’altra ad alta efficienza energetica e ovviamente alimentata sempre dal fotovoltaico.

In ultimo, ma non per importanza, si son iniziati a introdurre nella mensa scolastica, almeno una volta alla settimana, i pasti biologici. Il rispetto della natura deve, essere af­frontato nella sua globalità e il cibo è una componente fondamentale, perché ri­spettare il cibo e la terra vuol dire rispettare noi stessi. L’obbiettivo è quel­lo di nutrire i 140 bambini che usufruiscono della mensa con i soli prodotti biologici, possibilmente a km 0, cioè prodotti pro­venienti dagli agricoltori e allevatori mogoresi, crean­do così un circuito virtuoso e una scuola totalmente ecosostenibile.