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IL PATTO DEI SINDACI E IL PAES: un’opportunità per lo sviluppo sostenibile locale.

Cos’è il Patto dei Sindaci

Nel maggio 2002 l’UE ha ratificato il Protocollo di Kyoto, siglato nel 1998, impegnando gli Stati membri a ridurre le emis­sioni di gas a effetto ser­ra principali responsabili del riscaldamento globa­le. L’Unione europea si è impegnata a ridurre le emissioni dell’8% rispetto ai livelli del 1990, per il pe­riodo 2008-2012.

Nel 2008, con l’obiettivo di adempiere quanto stabili­to dal protocollo, l’Unione europea ha sviluppato una strategia climatica che sostiene contromisu­re realistiche e specifiche per contenere l’aumento della temperatura entro 2°C rispetto ai livelli dell’e­poca preindustriale.

La strategia è contenuta nel Pacchetto Europeo su Clima ed Energia del 2008 che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi in esso contenuti:

– riduzione delle emis­sioni di CO2 del 20% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990;

– produzione nel 2020 di energia da fonti energetiche rinnova­bili pari 20% della consumo finale lordo;

– riduzione 20% del consumo di energia rispetto ai valori attesi al 2020 (maggiore ef­ficienza energetica).

E’ stato dimostrato che in Europa l’80% delle emis­sioni e dei consumi ener­getici è legato alle attività urbane con il settore civile e il settore dei trasporti, la Commissione Europea ha sviluppato tale strategia con l’obiettivo di rivolgersi direttamente alle ammini­strazioni locali.

Solo attraverso un coin­volgimento diretto dei Co­muni, evidentemente, è quindi possibile modifica­re gli attuali trend relativi al livello delle emissioni e dei consumi energetici.

Il Patto dei Sindaci si pone, pertanto, come un importante modello di go­verno del territorio su di­versi livelli, che individua nelle amministrazioni co­munali non più meri ese­cutori delle politiche euro­pee, ma conduttori e pro­tagonisti per la diffusione della sostenibilità ambien­tale a livello locale.

Con l’adesione al “Patto dei Sindaci” da parte de­gli Enti Locali (comuni, comunità montane, unio­ni dei comuni, province, regioni), all’interno degli Stati Membri, si avvia a un percorso che prevede la redazione di un Pia­no di Azione per l’Ener­gia Sostenibile (PAES) per la definizione di una serie di azioni integra­te e coordinate di breve, medio e lungo periodo, destinate a ridurre pro­gressivamente il bilancio delle emissioni di CO2 nei territori locali, avviando, contestualmente, una ri­conversione delle abitu­dini dei cittadini, dei pro­cessi di produzione delle attività imprenditoriali e tradizionali verso la green economy che sia suscetti­bile di perseguire ricadute occupazionali.

Cos’è il PAES

Il Piano d’Azione per le Energie Sostenibili (PAES) è uno strumento di attua­zione a breve, medio e lungo termine delle po­litiche energetiche e si inserisce in un quadro di politiche europee volte alla riduzione dei consumi energetici, alla promozio­ne delle rinnovabili, alla riduzione delle emissioni di CO2, all’introduzione di innovazione tecnologica. Il PAES rappresenta an­che un importante mezzo di comunicazione verso gli attori del territorio co­munale e ha valore di im­pegno da parte delle Am­ministrazioni Locali che sottoscrivono il Patto dei Sindaci e di quelle future, e quindi trasversale ad esse, verso la cittadinan­za. L’impegno, nello spe­cifico, riguarda il raggiun­gimento dei tre obbiettivi cardine che la Commissio­ne UE si è preposta entro il 2020 (riduzione dei gas ad effetto serra di almeno il 20% rispetto ai livelli del 1990, incremento della produzione di FER per la produzione di Energia del 20% sul totale dei consu­mi di energia, diminuzione del consumo di energia del 20% rispetto ai livelli previsti per il 2020 grazie ad una migliore efficienza energetica), ma soprat­tutto e fondamentalmente rappresenta l’impegno a voler ridurre del 20% le emissioni di CO2 derivan­ti da tutte le attività antro­piche nei territori e nelle comunità locali.

Quando un ente Loca­le aderisce al Patto dei Sindaci si impegna, at­traverso la propria ammi­nistrazione, a seguire un percorso che lo condurrà a dotarsi di un Piano di Azione per l’energia So­stenibile (PAES) entro 12 mesi dalla firma, nel ri­spetto quindi di una tem­pistica ben definita e di una determinata metodo­logia stabilita dalle Linee Guida JRC Scientific and Technical Reports.

Il PAES richiesto dal Pat­to dei Sindaci contiene i dati essenziali sui consu­mi energetici del territorio e gli interventi, materiali e immateriali, che consenti­ranno al Comune di ridur­li, riducendo conseguen­temente le proprie emis­sioni di CO2 per un valore almeno pari al 20% entro il 2020. I settori coinvolti sono il settore degli Edifi­ci/impianti e illuminazione pubblica, Settore dei Tra­sporti (privati, commerciali e pubblici), La produzione di energia da Fonti rinno­vabili, Settore Industriale (non ETS), Settore Agri­colo, Settore Terziario, Settore Residenziale.

Il Comune dovrà, secon­do la tempistica contenu­ta nel PAES, attuare gli interventi previsti e dovrà trasmettere alla Commis­sione europea, ogni due anni dalla presentazione del PAES, un rapporto sulla loro attuazione, im­prescindibile per un cor­retto monitoraggio volto al miglioramento conti­nuo.