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Il fotovoltaico a Mogoro

Con un discreto investimento si può garantire. un. aria più pulita., energia per i cittadini, è un introito per il comune che potrà reinvestire i soldi per altri progetti

“Stiamo perpetrando quella che viene chiamata tirannia intergenerazionale, nel senso che le scelte dell’attuale generazione ricadranno inevitabilmente sulle generazioni future. I nostri errori, le nostre scorie, i nostri rifiuti, il nostro inquinamento durerà secoli e andrà a influire negativamente su quelli che verranno dopo di noi”. Questo pensiero di Paolo Rognini (docente di ecologia urbana e sociale presso l’università di Pisa), rispecchia una delle idee cardine del programma elettorale di questa amministrazione per il quale il rispetto dell’ambiente, le energie rinnovabili e il risparmio energetico sono prioritari nell’azione amministrativa. Nelle settimane precedenti, insieme all’ufficio amministrativo sono stati contattati degli esperti in materia fotovoltaica. Dall’analisi di 28 utenze elettriche in diversi fabbricati, con consumi energetici variabili a seconda dell’utilizzo, quelle con più alto consumo energetico sono risultate la casa comunale, le scuole e il campo sportivo. Con notevole approssimazione si è giunti ad un consumo pari alle 150.000

kwh/anno. È inoltre emerso che a Mogoro si può “produrre energia” in più modi, fra i quali: · Scambi sul posto (consente di immettere in rete l’energia elettrica prodotta ma non immediatamente auto-consumata, per poi prelevarla in un momento

Con un discreto investimento si può garantire. un’aria più pulita., energia per i cittadini, è un introito per il comune che potrà reinvestire i soldi per altri progetti

successivo affinché possano soddisfare i propri consumi);

  • · Immissione dell’energia in rete con parziale utilizzo (l’energia che non viene auto-consumata viene ceduta alla rete del gestore, ENEL, e pagata dal GSE, il gestore dei servizi energetici, per ogni kwh prodotto e ceduto). Dall’analisi risulta che la forma di incentivazione del tipo “immissione con parziale utilizzo” è quella più idonea, in questo modo i consumi sono slegati dalla produzione, se l’impianto produce più di quanto consuma, l’energia messa in rete, verrà pagata dal GSE e sarà dunque una fonte di guadagno per il comune. Le somme derivanti dalla vendita di energia possono essere utilizzate per pagare parte delle bollette delle altre utenze sulle quali si è scelto di non installare. Il preventivo per l’installazione di impianti fotovoltaici si aggira intorno ai 410.00 euro, questi impianti saranno di circa 59/60 kw….e produrranno un’energia pari quasi alle 81.000 kwh, cioè circa la metà dei consumi stimati sulle principali utenze comunali.

Da un esame dell’analisi  dei benefici di questo tipo di impianto, si evince che, a fronte di un costo programmato di 410.000 euro e di una spesa senz’altro inferiore (per il prevedibile ribasso all’asta in sede di gara) i benefici si aggirano intorno ai 47.000 euro annui (disponibili per 21 anni). Decurtando l’incidenza delle spese di manutenzione,che non superano lo 0.50% del costo dell’impianto (circa 2000 euro all’anno), il beneficio si può attestare intorno a 45.000 euro all’anno. Beneficio in 20 anni: 45.000 x 20 = 900.000 euro Ciò significa che l’amministrazione comunale potrà ammortizzare la spesa in circa 9 anni (ovviamente al netto dell’incidenza degli interessi sul mutuo da contrarre). Questi non sono gli unici benefici che il fotovoltaico porterà, occorre considerare infatti anche quelli di tipo ambientale. La produzione di energia elettrica per conversione fotovoltaica dell’energia solare, infatti, non causa immissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera ed, a ogni kwh prodotta con fonte fotovoltaica, consente di evitarel’emissione in atmosfera di 0,3/0,5 di co2 (gas responsabile dell’effetto serra, prodotto con la tradizionale produzione termoelettrica che, in Italia, rappresenta l’80% circa della generazione elettricanazionale). Mettendo a confronto ilfotovoltaico, con le normali centrali termoelettriche se ne evince che, col primo, avente vita pari a circa 25 anni; il suo costo energetico viene abbattuto in un anno e alla fine della sua vita è totalmente riciclato (il materiale di cui è composto è vetro, alluminio e silicio). Col secondo si hanno invece alti costi di realizzazione e gestione, consuma risorseper tutta la vita produttiva e ha altissimi costi di smaltimento (è un rifiuto speciale che deve essere smaltito con delle speciali procedure). Tutto ciò si traduce in costi ambientali. Tirando la somma del discorso appena fatto con un discreto investimento si può garantire “un’aria più pulita”, energia per i cittadini, è un introito per il comune che potrà reinvestire per altri progetti.