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Un angolo di Paradiso

Destinare risorse per iniziare a recuperare alcune aree del territorio di Mogoro 

Qual è la sensazione che si prova quando, chiudendo gli occhi, si imma­gina di entrare e vivere in un mondo meraviglioso in cui l’unico paesaggio che prevale è fatto di verde, natura, colori, profumi armonie e contrasti. “Benessere” fisico ma soprattutto mentale, pace con se’ stessi ma soprattutto con il resto del mondo.

Questo lo si prova se si immagina di vivere in un angolo di Paradiso.

Ma, se solo apriamo gli occhi e tor­niamo alla realtà, ci rendiamo conto che a Mogoro aree di Paradiso non c’è ne sono proprio anzi, ci troviamo circondati da aree completamente degradate che spesso danno la sensazione di vivere in un paese molto povero e triste.

Cosa fare per creare allora qualche piccolo angolo di Paradiso?

Sarebbe proprio bello poter avere tutte le risorse economiche ne­cessarie, specie in questo nefasto periodo di crisi, per poter riabbellire e ripristinare tutte quelle aree che ci danno estrema tristezza.

Ed è’ per questo che l’amministrazio­ne ha deciso di destinare parte delle risorse del bilancio comunale per iniziare a recuperare alcune aree.

Le risorse che siamo riusciti a mettere a disposizione sono circa 130.000,00 euro, ben poche per creare dei veri e propri paradisi ma forse sufficienti per la pulizia e la messa a dimora di alberature, bor­dure fiorite, siepi e qualche arredo urbano (panchine e cestini) di circa 15 aree delocalizzate in diversi punti del Paese: giardini interni della scuo­la superiore, zona Is Argiolas- fronte via Gramsci, zona alta di Is Argiolas, aree di via Corsi, giardinetto di via Asproni, aree di piazza del Carmine e via Dessi, ripristino piazza Libertà, area all’ingresso di Mogoro-zona artigianale, e per finire non in ordine di importanza ma forse di bruttezza tutta l’area di Santu Miali e la zona dell’attuale mercato.

Forse facendo due conti approssi­mati per fare un ripristino di Santu Miali servirebbero tante di quelle risorse che oggi non possiamo di certo disporre, ma pensiamo di fare un piccolo intervento per limitare la tristezza data da tanto catrame che ne caratterizza la zona (grazie a qualcuno che ci ha preceduto che ha pensato bene di fare un campo sportivo di catrame!!!).

Cercheremmo di introdurre un po’ di verde e qualche arredo che renderà meno deprimente il passaggio se non la sosta in questa zona “nera” di Mogoro.

In breve come saranno trasformate tutte queste 15 aree?

Come cittadina ma soprattutto come tecnico progettista del verde mi sono messa a progettare mentalmente area per area e ciò che ne verrebbe fuori è sicuramente poco proponibile con il budget messo a disposizione. Allora per iniziare dobbiamo accon­tentarci di un operazione comples­siva di recupero e rinaturalizzazione attraverso: – pulizie, movimenti, sistemazioni e rimodellamenti del terreno tesi a restituire a questo la sua mor­fologia naturale e comunque volti all’inserimento dell’area oggetto di recupero nel quadro paesaggistico-ambientale circostante; – opere di consolidamento e opere murarie per quanto necessario (muretti di contenimento, percorsi pedonali); – riporto di terra agraria ove neces­sario alle operazioni di recupero; – inerbimenti; – acquisto e messa a dimora di specie vegetali arbustive ed ar­boree autoctone, comprensiva di eventuale pacciamatura per ridurre le infestanti; – semplici impianti di irrigazione, qualora riconosciuti indispensabili per l’ottimale insediarsi della vege­tazione; – cure colturali sulla vegetazione esistente nonché immediatamente successive all’impianto della nuova vegetazione (sfalci di infestanti, ri­puliture, sfolli, potature, sostituzione di fallanze, irrigazioni di soccorso).

– opere accessorie ove ritenute in­dispensabili per la corretta fruizione dell’area recuperata (panchine e cestini). Per effettuare queste operazioni abbiamo pensato di creare dei can­tieri lavoro cosi uniremmo due belle iniziative: creare un po’ di lavoro ai nostri concittadini e nel frattempo portare un po’ di PARADISO nel nostro piccolo Paese.