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Aree verdi urbane: creazione e manutenzione

Dagli anni ’60 in poi l’ur­banizzazione realizzatasi nel nostro paese ha por­tato ad un’ espansione urbanistica che ha de­terminato una notevole riduzione delle aree verdi, a discapito delle stesse popolazioni che vivevano in quelle aree. In conse­guenza di ciò c’è stato un consistente aumento delle sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera. Si ricordi infatti che, tra le funzioni principali svolte dalle piante, è fondamen­tale quella di assorbire l’anidride carbonica (CO2), di rilasciare ossigeno (O2) e creare barriere contro gli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera e trasportati dai venti, oltre a ridurre lo stesso inquinamento acustico che – in aree den­samente abitate – sovente risulta essere motivo di grande stress.

Inoltre, la presenza di aree verdi all’interno delle città, intendendo per aree verdi i parchi, i giardini (sia pubblici che privati) in cui vi sia una com­ponente arborea (alberi e/o arbusti), è sintomo di benessere per residenti e non residenti. Infatti, le piante, svolgono importan­ti funzioni sociali – ricrea­tive, didattiche-culturali ed estetico – architettoniche, aumentando la qualità di vita di chi gravita in quelle aree e non solo.

Per tale motivo risulta mol­to importante la realizza­zione di nuove aree verdi come giardini e parchi, viali e piazze alberate, la creazione di orti urbani ma anche una corretta e pe­riodica gestione delle aree già esistenti onde evitarne la compromissione, con il rischio di incidenti per le persone.

A tal proposito si deve ricordare che la manuten­zione periodica e continua dei viali alberati e di tutte le aree verdi urbane presenti all’interno delle città è di fondamentale importanza al fine di una corretta ge­stione del verde urbano, a garanzia del perdurare di tali aree e soprattutto per incentivare il benessere dei cittadini che vi tran­sitano. Purtroppo, capita che tale manutenzione venga eseguita con grandi ritardi o addirittura viene a mancare, creando zone (soprattutto viali alberati e parchi), in cui ai benefici che si dovrebbero trarre si sovrappongono i rischi ed i danni che l’ incuria viene a generare (ad es. caduta di rami o di alberi interi). Altre volte una gestione tardiva genera dubbi nell’opinione pubblica, dovuti al fatto che un intervento, posti­cipato per troppo tempo, risulta essere poco este­tico in quanto drastico, ma purtroppo necessario per la sopravvivenza della pianta stessa.

Un problema che risulta essere fonte di tali inter­venti antiestetici ed a volte poco produttivi, oltre che drastici, con conseguente abbattimento della pianta in questione risulta essere il completo soffocamento dell’apparato radicale, comune nei viali alberati, completamente ricoperti di cemento, con conse­guente rialzamento della stessa sede stradale o del marciapiede.A tal proposito, la proget­tazione di queste aree dovrebbe prevedere la realizzazione di aiuole per garantire la respirazione delle piante, oltre ad una oculata scelta delle specie da adottare. È necessario inoltre fare attenzione al tipo di apparato radicale in funzione della sede in cui la pianta verrà messa a dimora, e fare attenzione alla specie in funzione al tipo di inquinamento a cui sarà sottoposta, valutando quindi la sua resistenza a determinati agenti inqui­nanti.

Questo tipo di scelte do­vrebbero essere prese in maggior considerazio­ne e sarebbe necessario prestare attenzione, in particolar modo, quando si vogliono impiegare specie non autoctone; in quan­to oggi vengono spesso utilizzate specie esotiche, a volte scelte solo in fun­zione di un parametro puramente estetico.