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“La mafia non è un fatto invincibile: è un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà quindi una fine” G. Falcone

Il 23 maggio 1992, 27 anni fa, nel tragitto da Punta Raisi a Palermo, all’altezza del vincolo autostradale di Capaci, il giudice Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia, insieme alla moglie  Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Il 19 luglio dello stesso anno la stessa sorte toccò al magistrato Paolo Borsellino e ai cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo.

Il Comune di Mogoro li ricorda con una frase di Giovanni Falcone:

La mafia non è un fatto invincibile; è un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà quindi una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle Istituzioni.