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A scuola… senza zaino

Nella scuola primaria di Mogoro i 12 alunni e le insegnanti della classe 1^A a tempo pieno, da settembre 2018 stanno portando avanti un’esperienza del tutto nuova per la nostra realtà, la “Scuola Senza Zaino”.

Tutto è nato dalla partecipazione al Bando della Fondazione Banco di Sardegna, cui si è presentato il progetto “Imparo a fare da solo”, finanziato con un contributo di 10 000 euro, che serviranno per l’acquisto di arredi e per la formazione del personale.

Nonostante gli arredi non siano ancora stati consegnati, le docenti Patrizia e Cristiana, hanno voluto, fin dai primi giorni di scuola, avviare la sperimentazione del progetto, predisponendo gli spazi e gli arredi dell’aula, secondo la metodologia Senza Zaino e attuando una modalità nuova e diversa da quella tradizionale. Ma in cosa consiste il metodo Senza Zaino?

La scuola Senza Zaino è un modello scolastico nato in Italia nei primi anni del 2000, ideato da Marco Orsi e ispirato alla pedagogia montessoriana e freinetiana. Prende il nome dal simbolico abbandono dello zaino -strumento pesante e obsoleto- in favore di una nuova organizzazione didattica che permette all’alunno di trovare nell’aula tutto l’occorrente per il suo lavoro, senza doverlo quotidianamente trasportare da casa. Da qui l’esigenza di organizzare lo spazio-aula nel modo più consono al lavoro dei bambini e da qui, i tre principi del metodo: responsabilità, ospitalità e comunità.

Così, i banchi singoli sono stati accorpati a isole di 4 postazioni, in cui viene privilegiato il lavoro di gruppo; il materiale (libri quaderni colori ecc.) viene lasciato a scuola e gli alunni si servono di una pratica cartella per i pochissimi e sporadici compiti a casa. Nell’aula è stato allestito uno spazio “Agorà”, con tappeti e cuscini, in cui i bambini trascorrono non solo i momenti ricreativi di pausa e relax, ma si riuniscono per la lettura, per discutere argomenti di interesse comune e prendere decisioni importanti.

I momenti della giornata scolastica sono scanditi da alcuni impegni, in cui gli alunni sono chiamati a registrarsi o a registrare ciò che accade: riconoscimento delle emozioni, il planning delle attività giornaliere e settimanali, il trascorrere del tempo, la rotazione degli incarichi, l’accesso al bagno, le regole della comunità, che devono essere poche, semplici e condivise. Per ognuna di queste aree, nelle pareti dell’aula è stato predisposto un cartellone o un riferimento, che gli alunni, seppur piccoli, sono in grado in ogni momento di gestire e riferire sull’argomento, avendo presente sempre l’incarico a cui sono stati assegnati e l’impegno che ne consegue. Gli impegni vanno dal gestire e prendersi cura dell’aula al reperimento del materiale negli spazi appositi, dalla loro sistemazione al riordino delle aree agorà, biblioteca e giochi, dalla distribuzione di schede, quaderni, libri fino alla pulizia dell’aula con scopa, paletta e miniaspirapolvere. Insomma lo scopo è quello di creare una piccola comunità in cui ciascuno sappia in ogni momento quale è il compito o incarico che gli compete, e sia responsabile nel portarlo a termine nella misura in cui il suo contributo è indispensabile al gruppo.

Dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi sono state privilegiate le attività laboratoriali: il laboratorio delle emozioni, della semina, linguistico espressivo, logico matematico, all’insegna del principio “Imparo a fare da solo”.

Al momento le insegnanti riferiscono notevoli risultati in particolar modo negli aspetti dell’autonomia e della socializzazione, ed esprimono entusiasmo per l’imminente arrivo degli arredi che permetterà alla classe di sposare la metodologia in maniera più fedele.

    Le insegnanti

Cristiana e Patrizia