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Il progetto trae spunto dalla famosa tragedia di Sofocle, ma nella versione che ce ne dà Bertolt Brecht. Un’Antigone moderna nei suoi tratti, in linea con le problematiche del nostro periodo storico legata all’idea di pace e di giustizia che l’uomo insegue dalla notte dei tempi, ma che viene accompagnata anche dall’altra faccia dell’umanità quella che insegue il sopruso e la guerra come affermazione di una supremazia che comunque l’uomo ha dentro di sé come parte ineluttabile della sua stessa esistenza.
Il percorso culturale che si vuole attuare con l’Antigone è legata ad un operazione linguistica in un mix di sardo-italiano, dove la nostra Antigone si muove, senza alcun tipo di forzatura, a vivere la sua forza, la sua determinazione e il drammatico epilogo tra le mura di un nuraghe, immersa tra le acque inebrianti di una cultura saggia e millenaria: la civiltà dei Sardi. Infatti i 25 attori impegnati in questo progetto si muovono in uno spazio scenico unico e affascinate il nuraghe di Cuccurada che domina dall’alto la piana di Terralba e imponente si erge innanzi alla SS 131.
Lo spazio scenico è un monumento della civiltà del popolo sardo, uno sfondo carico di fascino per la storia di cui è pervaso e che grande risalto e importanza potrà dare, non solo all’opera teatrale, ma anche al sito archeologico affinché queste torri meravigliose ed uniche al mondo siano protagoniste, sempre con più forza, di eventi storico-culturali e non relegate solo semplicemente a mere mete turistiche.
Il regista è Kathy Marchand storica componente del Living Theatre di New York. La sua regia è scarna ed essenziale, movimenti lineari e puliti. In scena si muovono tanti “doppi” a partire da Antigone e Ismene sua sorella, infatti ve ne sono due di entrambe, due Creonte, due Tiresia ecc; ad indicare il doppio, il bene e il male, il lato visibile dell’uomo ma anche il lato oscuro.
Si va in scena Sabato 28/07/2007 alle ore 21.30