Fiera del Tappeto 2008

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Venerdì s'inaugura la fiera

Mantenere intatti i piccoli tesori che fanno grande la Sardegna. E la rendono unica. È questo lo scopo della Fiera del Tappeto e dell’Artigianato di Mogoro che venerdì 1 agosto alle 19,30 aprirà i battenti in piazza Martiri della libertà per la quarantasettesima edizione. Tesori regalati da una natura spesso incontaminata e splendida, ma anche intessuti con un’arte quasi magica racchiusa nelle mani dei suoi artigiani instancabili. Per questo volpi, aquile reali, esemplari di cisto, palma nana e grifoni, rigorosamente indigeni, in quest’edizione 2008 saranno fianco a fianco ad arazzi, tappeti, cassapanche e gioielli made in Sardinia. Sarà possibile ammirarli subito dopo il taglio del nastro per il quale è prevista la presenza del presidente Renato Soru che insieme al sindaco Gianni Pia e alle autorità civili, militari e religiose locali parteciperà alla cerimonia d’apertura della kermesse nata nel 1961. Unico scopo: regalare a visitatori e curiosi uno scorcio di Sardegna davvero speciale. Fatto di mufloni, rami di corbezzolo misti a lentischio e mirto da salvaguardare. Ma anche di lavoro operoso e sapiente recupero della tradizione come soltanto artigiani di legno, ceramica e ossidiana, insieme a intrepide tessitrici di tappeti e arazzi multicolori riescono a tratteggiare. La fiera dell’artigianato più antica dell’Isola infatti rimarrà aperta fino a lunedì 25 agosto, con orario continuato tutti i giorni dalle 10 alle 21, e permetterà di fare un excursus tra i prodotti delle antiche lavorazioni sarde realizzate interamente a mano e messe in bella mostra dal maestro Martino Poggiu dell’Agenzia regionale Sardegna Promozione e l’itinerario naturalistico allestito dall’Ente Foreste isolano intitolato “I tesori naturali di un’isola”. Ad arricchire gli stand del centro polifunzionale ci sarà anche la mostra didattica e iterativa sul nuraghe “Cuccurada”, il maestoso monumento che dalle porte dell’Alta Marmilla guarda al Campidano, e un breve percorso sulle ricchezze museali e culturali presenti nel territorio del consorzio Sa Corona Arrùbia di cui Mogoro fa parte. Da non perdere inoltre la bella collezione di tappeti di Nule formata da 12 pezzi realizzati per l’ultimo concorso “Tappeto d’autore”. A far da contorno, profumi e sapori di queste terre, preparati secondo una sapienza e una cura che si perde nei millenni: bottarga, malloreddus, miele, amaretti e pistoccus insieme a coccoi e formagelle. Un salto nel passato della tradizione tramandato di padre in figlio che fa da filo conduttore anche dello stand sulle tradizioni mogoresi d’altri tempi ricostruite passo per passo dalle operatrici del gruppo folk della Pro loco, Emanuela Mura e Sabrina Grussu, attraverso oggetti, strumenti, mobili e abiti messi a disposizione direttamente dai cittadini. Tutt’intorno il cuore pulsante della lavorazione fatta a mano che regala ad ogni acquirente un pezzo unico e irripetibile, alla faccia di globalizzazione e piatta industrializzazione: salottini in nodoso ginepro millenario che sembrano racchiudere il cuore selvaggio dell’isola sarda, lo sfavillare di migliaia di fili colorati che si intrecciano in pavoncelle, fontane e rose di un arazzo, fiori intagliati sul castagno come in cassepanche o scanni di avi mai dimenticati, frecce aguzze costruite con la stessa ossidiana della nostra preistoria, ceramiche dai colori mozzafiato. Tutto realizzato da una quarantina di aziende provenienti oltre che da Mogoro, anche da Bolotana, Serrenti, Laconi, Assemini, Ulassai, Busachi, Masullas, Villamassargia, Isili, Cagliari, Villacidro, Quartu S.elena, Cagliari, Sassari, Muros, Oristano per arrivare a Dorgali e Macomer o Samugheo e Muravera.