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È una quarantottenne niente male. Tra nuovo look e tradizione. Ma la bella in questione non è altro che la Fiera del tappeto e dell’Artigianato di Mogoro che quest’anno è giunta alla quarantottesima edizione. Aprirà i battenti venerdì 31 luglio alle 19,30 in piazza Martiri della libertà e sarà possibile visitarla da sabato 1 agosto fino a lunedì 24 dalle 10 alle 21. Ad inaugurarla, l’Assessore regionale agli Affari generali,personale e riforma Maria Paola Corona, accompagnato dal sindaco Gianni Pia e dalle autorità militari, civili e religiose della zona. Nel centro polifunzionale con i suoi 3 mila 400 metri quadri tra esposizione e area servizi un nugolo di colori sfavillanti regalato da arazzi e tappeti contemporanei realizzati dagli artigiani espositori fianco a fianco agli arazzi antichi della collezione dell’Ex Isola. Non solo: bisacce, tende e tovaglie ricamate a mano, ceramiche, gioielli, vetri lavorati, scanni, cassepanche e tavoli intagliati dall’aspetto unico saranno in bella mostra insieme a bottarga, dolci, miele, vini e mille prelibatezze regalate dalla tradizione. Oltre 4 mila i visitatori dell’edizione 2008 e 40 gli espositori tra artigiani del tessile e della lavorazione artistica del legno, ma anche ceramica, vetro, gioielli, vetro e agroalimentare. Il tutto per un budget di 78 mila euro e un unico scopo: regalare a visitatori e curiosi uno scorcio di Sardegna davvero speciale. A far da contorno, la mostra sulle tipicità del Monte Arci allestita dell’Ente Foreste, fatta di mufloni, uccelli, rami di corbezzolo misti a lentischio e mirto da salvaguardare. Una salvaguardia non facile che riguarda anche bisacce, arazzi antichi e attrezzi da lavoro recuperati tra la popolazione locale ed esposti nelle sale grazie alla collaborazione del gruppo folk “Su sticcau” di Mogoro. Intorno, un breve percorso sulle ricchezze museali e culturali presenti nel territorio del consorzio Sa Corona Arrùbia di cui Mogoro fa parte, senza dimenticare profumi e sapori di queste terre, preparati secondo una sapienza e una cura che si perde nei millenni: bottarga, malloreddus, miele, pani saba, amaretti e pistoccus insieme a coccoi e formagelle. Tutt’intorno il cuore pulsante della lavorazione fatta a mano che regala ad ogni acquirente un pezzo unico e irripetibile, alla faccia di globalizzazione e piatta industrializzazione: salottini in nodoso ginepro millenario che sembrano racchiudere il cuore selvaggio dell’isola sarda, lo sfavillare di migliaia di fili colorati che si intrecciano in pavoncelle, fontane e rose di un arazzo, fiori intagliati sul castagno come in cassepanche o scanni di avi mai dimenticati, gioielli preziosi perché d’oro e d’argento, ma ancor più perché lavorati a mano e secondo un’antica sapienza, oggetti in ceramica e vetro all’insegna della lavorazione artigianale. Tutti frutti del lavoro instancabile dell’uomo che in occasione della fiera avrà però anche la possibilità di svagarsi sotto le stelle tra balli tradizionali e serate etniche, musica raggae e rock, sfilate di moda made in Sardinia, concerti e commedie in lingua sarda in programma per l’Estate mogorese 2009.