Comunu de Moguru

Comune di Mogoro - 50ma Fiera del Tappeto

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Sagra campestre di Carcaxia

La statua della Madonna di Carcaxia Ultimo weekend di Agosto, lunedì compreso.
Nel 1921, a seguito della ristrutturazione della chiesa, ripresero i festeggiamenti in onore della Madonna di Cracaxia, la cui chiesetta apparteneva ad una villa medioevale dell’antica curatoria di Bonorcili, distrutta dai saraceni nel XV secolo quando la maggior parte dei superstiti si rifugiarono in quello che oggi è l’abitato di Mogoro. Le mura dell’antica chiesetta furono infatti restaurate in soli cinque mesi con una sottoscrizione e con il lavoro gratuito di numerosi mogoresi. Da allora ripresero le celebrazioni in onore di Santa Maria Carcaxia ogni anno e nel 1979, a seguito di una seconda ristrutturazione e grazie all'impegno della Pro Loco, la festa fu rilanciata nel tentativo di recuperare la tradizione della festa dell'uva. Sino a metà degli anni Novanta, la sagra si svolgeva nella seconda domenica di settembre. Ma a seguito della crisi vitivinicola, la festa venne riportata alla vecchia tradizione che prevedeva i festeggiamenti nell'ultima domenica di agosto.

La processione che dal paese di Mogoro porta alla chiesetta campestre Caratteristica di questa festa la lunga processione che il sabato pomeriggio accompagna il simulacro della Madonna dalla chiesa di San Bernardino alla piccola chiesetta campestre a due passi dalla cantina “il Nuraghe”. Migliaia i devoti che a piedi percorrono i cinque chilometri di distanza procedendo al passo lento del giogo di buoi della Santa adornata di oro e gioielli. Insieme a loro traccas e soprattutto trattori bardati a festa con grappoli d’uva, arazzi e tappeti, fiori e cestini colorati. La domenica moltissimi i mogoresi che cenano sotto il cielo stellato, nel prato attrezzato realizzato intorno alla chiesetta dai volontari del rinato comitato, autore della recentissima rivalutazione della festa. Ma la festa si conclude il lunedì con il rientro della Madonna nel paese all’imbrunire dopo la processione di cinque chilometri. L’arrivo nel centro abitato è un tripudio di colori e la processione si trasforma in fiaccolata con centinaia le candele accese e i fuochi d’artificio.

Preparazione del carro a buoiImmancabili i trattori addobbati, i cavalli, ma anche banda musicale e confraternite che con l’intera popolazione del paese e della zona riunita riportano la Madonna splendente nella chiesa di San Bernardino.