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Come ricorda Francesco Sonis nel suo Mogoro: due secoli di vita municipale, nel 1835 a Mogoro c'erano circa 600 telai che tessevano lino e lana. E un battere sordo tipico del telaio si poteva ascoltare in molte case mogoresi fino a qualche decennio fa, residuo di un'antica tradizione trasmessa di mamma in figlia. Fu così che, per amore della tradizione, alla fine degli anni Cinquanta alcune donne del paese organizzarono corsi di tessitura per avere la possibilità di tramandare e riappropriarsi della lavorazione dell'arazzo e del tappeto partecipando a mostre e fiere in cui ricevettero importanti riconoscimenti
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I Mogoresi sono conosciuti come infaticabili lavoratori, ma anche come inguaribili festaioli, che non si limitano a celebrare le feste locali, ma espandono la loro voglia di far festa anche nei paesi limitrofi
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Come nella storia della Sardegna anche a Mogoro il grano ha avuto da sempre un ruolo importantissimo. Tant'è che attorno ad aratura e semina, mietitura e macinazione del grano sono cresciuti usi e consuetudini
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Nel paese di Mogoro, ma vale anche per quasi tutti i paese della Sardegna, il costume maschile ha mantenuto una foggia antichissima. Quello femminile invece ha subito profonde innovazioni per l'adeguamento nel tempo alla psicologia femminile
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