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Età romana

Avanzi di ponte romano sul Rio MogoroDopo le guerre sostenute contro i sardo-punici, i romani si impossessarono dei campidani, delle aree fertili e adatte alla coltivazione dei cereali. Non tutti i sardi di queste zone si sottomisero o vennero fatti prigionieri e molti di loro si ritirarono all’interno, in luoghi più facilmente difendibili.

Roma per tenere sotto controllo popolazioni e territori spedì in Sardegna prigionieri di guerra con la promessa di renderli liberi in cambio della loro collaborazione nel mantenere sicurezza e governo del territorio in nome dell’impero. Tra questi, quattromila ebrei, soldati romani e mercenari a cui vennero affidate le terre divise in piccoli appezzamenti per migliorare la produzione cerealicola necessaria a sostentare le popolazioni del resto dell’impero.

Frammento di embrice romana presso Santa VittoriaSolo così si spiega il fatto che nel territorio di Mogoro sono stati ritrovati oltre 20 siti tra ville, vici e pagi dove si trovano ancora testimonianze di frammenti di embrici, tombe, vasellame, macine, pietre miliari e un ponte romano per attraversare il Rio Mogoro e collegare la città di Neapolis con l’importante strada Calaris – Turris, ma anche, attraverso le campagne di Mogoro, il Part’e Montis, la colonia Usellus, fino a raggiungere Forum Traiani (Fordongianus).