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L’ossidiana raccolta nel vicino Monte Arci era un materiale assai prezioso per le genti preistoriche che la utilizzavano, lavorandola con grande abilità per la produzione di utensili quali punte di freccia, lame e raschiatoi.
Un’ulteriore prova del diffuso utilizzo dell’ossidiana sarda è data dal rinvenimento di questo materiale in contesti corsi, toscani, liguri e della Francia meridionale, fatto che indirettamente mostra anche come la diffusione dell’uomo in Sardegna già in epoca neolitica dovesse essere capillare.
Quando l’ossidiana, che aveva dato un vero volto unitario alla Sardegna, va gradatamente perdendo la sua importanza, i marinai isolani, venuto meno lo stimolo del commercio, sempre più raramente affrontano l’avventura del mare.