Comunu de Moguru

Comune di Mogoro - 50ma Fiera del Tappeto

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Il complesso pre-protostorico di Cuccurada

Il “ciclopico” insediamento pre-protostorico di Cuccurada a Mògoro è tra gli importanti siti nuragici da tempo all’interno delle ricerche di università e soprintendenza archeologica e di certo degno di una visita di grande interesse.

Il Nuraghe Cuccurada fra la nebbiaIl complesso di Cuccurada, già noto per le esplorazioni di superficie condotte negli anni ’50 da Giovanni Lilliu e Cornelio Puxeddu, sorge sullo sperone meridionale di un altopiano basaltico dominante la piana del Campidano, allo sbocco della valle del Rio Mogoro. L’area archeologica comprende le spettacolari emergenze di un originale nuraghe complesso polilobato, centralmente imperniato su un primitivo edificio a corridoio, a cui si appoggia il bastione composto da quattro torri periferiche. Le torri sono raccordate da cortine rettilinee che circondano un vasto cortile centrale dove si aprono gli accessi a quasi tutti i vani interni del monumento. C’è poi una poderosa struttura ciclopica a pianta ellittica, una muraglia recintoria megalitica a Sud-Ovest della struttura nuragica e i resti di strutture eneolitiche individuate tra gli spuntoni rocciosi lungo il pendio dell’altopiano.

Il Nuraghe Cuccurada al tramontoL’indagine archeologica, condotta da Enrico Atzeni, direttore scientifico dell’Università di Cagliari e da Ermenenziana Usai della soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano, coadiuvati dagli archeologi Ricardo Cicilloni e Giuseppina Ragucci, si è sinora attivata con sette cantieri archeologici, grazie a finanziamenti della Regione Sardegna e del Comune di Mogoro. Le operazioni di scavo hanno riguardato gli strati di crollo che circondavano il monumento e occludevano anche i vani interni e il cortile, oltre ai depositi culturali evidenziati nelle camere delle torri e nel vasto cortile centrale. Preziosa la documentazione relativa alle fasi di vita del monumento ritrovata e di grande pregio artistico e documentale alcuni oggetti come ad esempio un piccolo gruppo bronzeo nuragico, raffigurante una scena di caccia, proveniente da una delle torri periferiche.

Il Nuraghe CuccuradaLo scavo della grande corte centrale ha messo in luce la presenza di capanne probabilmente del Bronzo Finale. Esse gravano, con opere murarie che riutilizzavano conci e mensoloni caduti dagli spalti e dai coronamenti del complesso, su precedenti strutturazioni del Bronzo Recente. Ulteriori interventi hanno interessato l’area davanti all’ingresso del cortile, a Sud-Est del monumento, dove sono ubicate varie strutture capannicole nuragiche, probabilmente da collegare con gli spazi insediativi dell’interno. Come se non bastasse importantissima la scoperta, nel ristretto spazio del corridoio d’ingresso al cortile, di un deposito votivo di età tardo-romana, di grande interesse per l’ubicazione e la preziosa attestazione documentaria. Numerosissimi infatti crani e mandibole di ovini, caprini e, in minor misura, di bovini, ma anche spilloni crinali in osso, lucerne fittili integre e frammentarie, monete in bronzo, frammenti di vetro e reperti che si inquadrano cronologicamente intorno al IV sec. d. C. La documentazione archeologica recuperata, che sembra riferirsi a culti sincretistici, con elementi sia pagani che cristiani e giudaici, testimonia la frequentazione del monumento nei secoli anche dopo la sua parziale distruzione.