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L’arte tessile di Mogoro è celebre in particolare per arazzi e tappeti. Ma tra i prodotti realizzati dalle tessitrici si trovano tuttora anche "is coberibangus" (i copricassa), "is bettuas" (le bisacce), "is cannaccas" (i collari per buoi e cavalli) usate durante le processioni religiose o per le manifestazioni a cavallo, ma anche appese a parete come elementi di ornamento, "is cillôis"e "is fanigas" (le coperte da letto singole o matrimoniali), le tende e gli asciugamani in lino intessuto.
Anche i prodotti in legno nascondono i segreti di un'arte millenaria che si tramanda di padre in figlio. Cassepanche ricche di motivi decorativi (rosoni, pavoni, figure geometriche) intagliati a mano con la sgubbia, un attrezzo utilizzato per incidere le superfici in legno e realizzare le decorazioni. Credenze, armadi, tavoli, salottini e scanni impagliati a mano con “sa spadua”, un’erba palustre raccolta nella zona e fatta essicare, sono piccoli capolavori creati secondo i canoni della tradizione sarda più autentica che ogni artigiano firma incidendo sul legno il nome proprio come si fa con le opere d’arte. Molteplici i legni utilizzati tra i quali i più pregiati e caratteristici il ginepro centenario recuperato da antiche case demolite, e il castagno.
Alla Fiera si possono vedere anche alcuni mirabili, esempi di ceramiche artistiche (vasi, piatti, raffigurazioni animali, lampade da tavolo o da terra): la maestria degli artigiani è tutta nel tocco e nel colore, nella perfezione delle forme e dei lineamenti che rendono ogni pezzo unico e irripetibile.
Di recente introduzione la realizzazione di quadri interamente a mano che riproducono scorci di Marmilla. Con gli antichi e caratteristici portali ad arco, muri in pietra interrotti da piccole finestre e dai colori di pomodori rossi appesi come si faceva un tempo, cesti e vasetti odorosi tipici dei porticati aperti sui cortili.