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Le tecniche di lavorazione di arazzi e tappeti si tramandano di generazione in generazione. Ma decorazioni e accostamenti di colori impreziositi da fili d’oro e argento nascono da tradizione artistica, fantasia e creatività dei singoli artigiani. È questo il mix perfetto che fa dei manufatti mogoresi delle vere e proprie opere d’arte, uniche e pienamente riconoscibili pur all’interno di una tradizione che non è solo mogorese, ma tipica di numerosi centri isolani.
Tutta la produzione tessile è realizzata con il telaio orizzontale in legno di castagno o d’ulivo a pedali. L’origine è antichissima e la trama viene inserita tra i fili d’ordito mediante l’uso di una navetta a scafo. Il numero di licci può variare da 2 a 13 e un arazzo 80 X 180 cm può intrecciare oltre mille e 100 fili.
Gli arazzi mogoresi sono realizzati con la tecnica detta “a bàgas” che è tipica della cittadina. È molto complessa e richiede elevate capacità tecniche, ma consente di ottenere dei tessuti che potrebbero apparire ricamati dopo la tessitura. È infatti detta anche a broccato con trame supplementari colorate che si intrecciano nei fili dell’ordito per fare dei disegni. Le misure in passato erano di 40/50 cm di larghezza, mentre la lunghezza era decisa a seconda delle necessità. Quando gli arazzi cominciano a venir appesi alle pareti la larghezza passa a 80 cm e la lunghezza a 180 cm anche se possono tuttora venir realizzati a misura a seconda delle esigenze.
Le coperte, o cillònis, sono realizzate “a briabi”, tecnica molto complessa e ormai caduta in disuso che permetteva disegni molto complicati; “ a pibionis” ovvero acini d’uva. È una tecnica assai diffusa in cui il disegno è costituito da grani in rilievo e viene creato da un filo di trama supplementare che, fatto passare attraverso i fili dell’ordito, viene ripreso con le mani e avvolto in un ferro metallico (sa busa è infatti il ferro da calza) in modo da dare al disegno un forte risalto sull’ordito. Spesso nelle coperte era realizzata con questa tecnica solo la ghirlanda decorata che ornava la fascia di bordatura intorno alla coperta.
I tappeti nascono dalla rielaborazione delle coperte o cillònis. E infatti vengono realizzati con la tecnica “a pibiònes” che ricoprendo l’i ntera estensione del tappeto gli conferiscono un aspetto uniforme e di notevole consistenza. Le misure variano dai 2m x 1 ai 3,5m x 3, ma qualunque tappeto può essere realizzato su ordinazione a seconda delle necessità.